7 Consigli prima di acquistare una tastiera

Quale tastiera? 7 consigli utili per aiutare nella scelta d’acquisto.

tastiera meccanica o a membrana, oppure? # Consiglio 1

tastiera a membrana
tastiera a membrana interno

Le tastiere a membrana si trovano ovunque. Sono caratterizzate al loro interno da una membrana di gomma/silicone frapposta tra i tasti e il circuito (spesso foglio) stampato. Pigiando il tasto abbassiamo la cupola della membrana che interrompe il contatto quando raggiunge il foglio stampato generano il segnale di input. Occorre dunque, arrivare con il tasto a fine corsa per attivare l’input.

 

interno tastiera meccanica
tastiera meccanica interno

Le tastiere meccaniche sono più complesse: ogni tasto poggia su un interruttore meccanico chiamato keyswitch il quale è saldato al circuito stampato. Quindi, il numero dei tasti sarà uguale a quello degli switches. Pigiando il tasto si abbassa lo switch il quale interrompe il contatto circa a metà corsa generando il segnale di input. Esistono molti tipi di keyswitches: con feedback tattile e/o uditivo, lineari, più “pesanti” e più “leggeri” (riguardante la forza richiesta per generare l’input).

Tabella riassuntiva sui pro delle due tipologie di tastiere.

PRO TASTIERE
A MEMBRANA
PRO TASTIERE
MECCANICHE
– più economiche;
– più sottili (se lo si vuol considerare un pregio);
– più leggere;
– generalmente più silenziose*.
– maggior feedback durante la digitazione;
– più pesanti e più solide (maggior stabilità);
– generalmente più durevoli;
– personalizzabili e versatili: vasta scelta di keycap set, di keyswitches;
– tasti facilmente sostituibili, quindi più facili da pulire.

*La silenziosità di una tastiera meccanica dipende molto da come uno digita e all’eventuale ricorso di espedienti come o-rings/pads (switch clicky a parte), per saperne di più:

Articolo: Silenziamo la tastiera meccanica con O-rings
Articolo: Tastiera meccanica Pro e Contro – Schiacciatasti

Esistono poi in commercio altri tipi di tastiere con differenti switches, come:
Scissor Keyboard (a membrana): le comuni tastiere dei notebook sono un esempio, quindi tastiere piatte (che possono montare i tasti chiclet);

Mem-chanical o ibride o come si vuole chiamarle: semplicemente tastiere a membrana che hanno un feedback uditivo, “click”.

Tastiere con switches capacitivi (topre):  sotto ogni singolo tasto c’è una cupola di gomma (come le tastiere a  membrana) e una molla (come gli interruttori meccanici). Sono tastiere più responsive, molto apprezzate dagli appassionati, di top gamma, ma con costi elevati.

Tastiere laser che proiettano le sembianze di una tastiera sul tavolo, ma sono un po’ dei giocattoli: tanta lag, zero accuratezza, feedback inesistente.

– Le tastiere ergonomiche sono pensate per favorire la postura dei polsi, delle braccia e delle spalle, ponendo il corpo in una posizione più rilassata. Indicate per chi usa la tastiera molte ore al giorno e scrive a 10 dita. I prezzi sono più alti rispetto alle controparti (le ergonomiche meccaniche per esempio toccano i 200€ e a salire).

Non è dimostrato che la tastiera ergonomica prevenga la sindrome del tunnel carpale o altri tipi di infortuni. Se siete affetti, consultare il vostro medico.

Dimensione Tastiera 100% TKL, 75%, 60% # Consiglio 2

Ci sono diverse taglie (size) delle tastiere, definite in percentuale.

100%, Standard o Full size: tastiere con tastierino numerico (104 tasti o più). Occupano abbastanza spazio.tastiera 100%

87% o TKL: abbreviazione di TenKeyLess, 10 tasti in meno. Tastiere senza tastierino numerico. A volte con la dicitura 80%.tastiera TKL 87% 80%

75%: in sostanza sono delle TKL più compatte (con qualche tasto in meno), tutta la riga delle funzioni (F1-F12) è attaccata a quella dei numeri, come la parte destra. Un esempio può essere la tastiera di alcuni laptop.tastiera 75%

60%: tutta la riga delle funzioni (F1-F10) e la parte dei tasti di navigazione viene a mancare, nonostante ciò si possono richiamare con delle scorciatoie (es FN+1 per F1). In certi modelli sono presenti tasti fisici come le frecce, del, ins, ecc., e molto spesso il firmware permette di riprogrammarle in toto. La compattezza e  versatilità, rende le 60% un acquuisto da non sottovalutare, perfetto come periferica per laptop/notebook e che non pregiudica assolutamente l’uso desktop o gaming.tastiera 60%tastiera 60%

tastiera 60%40%: mini tastiere.tastiera 40%

 

Dimensione tastiera a confronto.  Dall’alto al basso: 100%, TKL, 75%, 60%, 40%.confronto taglia tastiere

La scelta d’acquisto della tastiera Desktop, tende a ricadere su quella standard perché il “tastierino numerico può servire…” o perché nella nostra testa è stampata quell’immagine di 105 tasti.

Bisogna tener conto però, dei vantaggi che offrono le tastiere più compatte: occupano meno spazio sulla scrivania (quindi, più libertà di manovra col mouse), si centrano bene rispetto allo schermo e le mani restano più vicine. Contrariamente a quanto si pensa, le tastiere compatte sono più adatte al gaming visto l’uso intensivo del mouse.

Per chi usa molto il tastierino numerico (es inserimento dati) potrebbe considerare di abbinarlo a una TKL o 60% e posizionarlo magari a destra del mouse, soluzione molto comoda. Questo però, influirebbe sul budget se si optasse per tastiera e numpad meccanici.

La combinazione con numpad a parte non consente l’inserimento di caratteri unicode (es. Alt+0186), ma può essere ovviato via software.

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    Layout tastiera Italiano Inglese e Americano # Consiglio 3

    Il Layout non è altro che la disposizione dei caratteri o legende sui tasti. Principalmente i 3 layout adatti alla nostra lingua sono:

    Il Layout Italiano (ISO-IT) è:
    ISO, cioè con Invio grande fatto a “L” rovesciata e shift sinistro più piccolino;
    QUERTY, la prima riga di lettere;
    – si distingue per le vocali accentate a destra della tastiera. Lo conosciamo tutti.

    Il Layout ISO-UK, si differenzia da quello italiano in quanto al posto delle vocali accentate ha simboli posti in maniera differente, anche sulla parte destra (come l’ANSI-US).
    Impostando nel nostro sistema operativo il layout “Inglese UK esteso” o “Regno Unito esteso”si possono comporre vocali accentate maiuscole e minuscole molto semplicemente:
    `+vocale per accento grave;
    alt dx + vocale per accento acuto.

    Con una tastiera ISO-UK TKL, non si potrà comporre il simbolo del grado centigrado “°”, a meno che questa non abbia incorporati i numpad o si ricorra a personalizzazione del layout (via software).

    Il Layout ANSI-US, è differente dall’ISO: l’invio è più piccolo e largo ed il tasto shift sinistro anch’esso più largo. Ne consegue la perdita di un carattere (quello vicino alla “z”, quindi in totale 104 invece di 105). Per le vocali, se impostiamo nel nostro sistema operativo il layout “Americano Internazionale” avremo:
    `+vocale per accento grave
    ‘+ vocale per accento acuto

    Sfruttando il dead key (tasto morto, es: ` ‘) nel layout internazionale o esteso è quindi possibile comporre lettere accentate e dieresi sia in maiuscolo che minuscolo. Digitando il tasto morto, non apparirà nulla sullo schermo (da qui il nome), ma alla successiva pressione di una lettera valida (ed eventualmente barra spaziatrice), apparirà quest’ultima opportunamente accentata.  Il tasto compose (es. alt sinistro) è un tasto speciale da combinare a un altro per comporre altre lettere o simboli. Maggiori informazioni su Wikipedia.

    Confronto layout tastiera IT – UK – US  (dall’alto al basso)

    "<yoastmark
    ISO-IT
    "<yoastmark
    ISO-UK
    "<yoastmark
    ANSI-US

    La scelta del layout è totalmente soggettiva.
    Non sempre si trovano tastiere con layout italiano, ma il passaggio a UK o US non è così drastico come si possa pensare. Anzi, forse li apprezzerete di più; sia per gli accenti che per l’organizzazione dei simboli (pensiamo al coding). Certamente l’ISO-UK si avvicina di più all’ IT e la curva di apprendimento sarà più rapida.

    Nessuno vieta di usare una tastiera con Layout UK e impostare Layout IT dal sistema operativo o viceversa. Ovviamente la serigrafia non corrisponderà al carattere visualizzato sullo schermo, presuppone perciò una certa padronanza nella battitura.

    Se lavoriamo con diverse periferiche in diversi luoghi non sarebbe male avere un certo standard per essere più produttivi, soprattutto se vogliamo esserlo.

    È bene ricordare che sarà arduo trovare set di keycaps o copritasti in italiano. L’ANSI-US va per la maggiore e si trova di tutto, meno per l’ISO-UK. La tastiera italiana essendo ISO, è compatibile con tutti  sets di keycap ISO (es. ISO-UK), naturalmente.

    Certi marchi di tastiere meccaniche, purtroppo, non usano un layout standard (es. Logitech, Corsair, Razer). Più precisamente l’ultima riga (quella più in basso) o bottom row è caratterizzata da tasti di differenti dimensioni (barra spaziatrice e modificatori), quindi non compatibile con i set di keycaps presenti sul mercato. Aprendo una piccola parentesi per quanto i Romer-G di Logitech: sono switch propietari, anch’essi incompatibili con caps Cherry MX o simili.

    ATTENZIONE! Non sono poche le persone che, convinte di aver ordinato una tastiera basandosi sul layout della foto, ne hanno trovato uno differente all’apertura del pacco. Leggere bene la descrizione e il codice del prodotto prima di acquistare e se non specificato, meglio contattare il venditore.

    Tastiera – Materiali, Tasti e Legende # Consiglio 4

    I keycaps, sono un aspetto molto importante per l’acquisto di una tastiera, perché sempre a contatto con le nostre dita.

    La maggior parte delle tastiere in circolazione monta keycaps economici in ABS sui quali le legende sono stampate oppure incise con laser. L’uso intensivo (o il tempo) ne provoca inevitabilmente il deterioramento come per esempio l’effetto lucido e/o la scomparsa dei caratteri.

    Si trovano però tastiere con tasti ABS double-shot, in POM e PBT, molto più durevoli. Ci sarebbero altri materiali, ma non vorrei dilungarmi troppo.

    Non tutti i tasti definiti come ABS sono uguali, stessa cosa vale per i PBT e POM e qualsiasi altra plastica in generale. Dipende molto dal processo di produzione e dalla tecnica di stampa usata. Certe aziende producono keyset in ABS di qualità superiore rispetto a comuni set in PBT. Per maggiori informazioni sui keycaps, clicca sul link sottostante.

    Articolo: Keycaps – Guida all’acquisto

    Alcune tastiere hanno il poggiapolsi in plastica incorporato: di primo impatto sembra un optional interessante, ma con il tempo potrebbero formarsi aloni impossibili da rimuovere, dovuti al sudore. L’ideale è un poggiapolsi a parte. Per risparmiare si può farlo da sé, con stoffa e riso, in spugna, in legno o qualsiasi altra cosa. Di sicuro sarà più confortevole di quello in plastica.

    Per quanto riguarda il case o la scocca della tastiera, meglio evitare rivestimenti di gomma/silicone perché soggetti ad usura. Se avete l’opportunità toccate con un dito, per vedere se rimane l’impronta.

    Connettività e Funzioni tastiera # Consiglio 5

    Senza fili o filo? Da una parte una periferica senza fili può risultare più comoda, ma dall’altra può importunarci senza preavviso proprio nel momento sbagliato a causa di problemi comuni come: la batteria, il ricevitore, l’aggiornamento di Windows, Windows stesso, il driver della tastiera, il conflitto con le reti wifi (se a 2,4GHz), impossibilità ad accedere al bios,…

    Se per uso desktop è consigliato averla con filo (basta un buon cable management), in altri ambiti una tastiera wifi 2,4GHz o ancor meglio bluetooth può essere una soluzione interessante: si pensi ai tablet, phablet, smart TV, allo stare stravaccati sul divano, …

    Programmazione via software o programmazione da tastiera/macro on the fly? La seconda di sicuro, poi se c’è anche il software meglio. Memorizzare profili sulla tastiera comporta diversi vantaggi:

    •  la si può connettere ad altri Pc, Mac, notebook, … ed avere pronti all’uso macro, scorciatoie multimediali e luci (per chi avesse la retroilluminazione), senza bisogno di installare nulla.
    • non ci sono problemi di compatibilità. Il classico “Windows non la riconosce” è un esempio lampante. Non c’è bisogno di software. La si attacca ed è pronta! Lo sarà sempre.

    Ghosting e Key rollover.
    Ghosting implica una registrazione di uno o più caratteri dovuta alla pressione 3 o più tasti. Spesso la causa è un difetto nella progettazione, un problema serio, ma raro oggigiorno. Il Blocking è un semplice modo per risolvere il Ghosting: il processore della tastiera è programmato al fine di rilevare le combinazioni di ghosting e ignorare le eventuali registrazioni dovute appunto al ghosting.

    Key Rollover indica quanti tasti possono essere premuti e registrati contemporaneamente dalla tastiera (es. 2KRO, 3KRO, 6KRO, N-KRO).

    La maggior parte delle tastiere in circolazione è 6KRO o NKRO (n sta per infinito). Per i gamers il key rollover è un aspetto fondamentale, 6KRO vanno benissimo (i Mac supportano solo 6KRO con usb). L’importante è assicurarsi che le combinazioni di tasti con i modificatori (SHIFT, CTRL, ALT) funzionino (es shift+w+spacebar).

    Retroilluminazione tastiera # Consiglio 6

    L’offerta di tastiere retroilluminate è ampia: monoclore, bicolore, RGB a zona, RGB singolo, con DIP LEDs o SMD LEDs .

    La scelta della retroilluminazione è soggettiva, ma principalmente estetica.

    C’è chi sostiene che è indispensabile perché lui ( o un suo familiare) ha la necessità di vedere i caratteri al buio. Altri ribattono che l’illuminazione dello schermo o una lampada è più che sufficiente, senza contare che lavorare al buio non è un bene per i nostri occhi. Da considerare:

    • il costo: per una discreta tastiera meccanica retroilluminata si parte da un minimo di 120/130€; si trovano tastiere meccaniche retroilluminate a molto meno, ma a discapito sia di qualità generale (materiali, keycaps, legende, switches, diodi) che controlli di qualità;
    • led morti: è comune riscontrare questo tipo di problema per uno o più diodi, dopo giorni, settimane o mesi;
    • a tastiera spenta le legende risultano difficili da leggere, il che rende necessario tenere accesa la retroilluminazione anche di giorno;
    • la scelta è un po’ limitata per buoni set di keycaps retro;
    • i software per la gestione dell’RGB, quasi sempre sono limitati al solo Windows;
    • di primo acchito (15-30min?) sarà divertente giochicchiare con gli effetti, pensando di poter configurare tutto per ogni applicazione o gioco; ma la tendenza poi è quella di lasciare un tema invariato.

    Compatibilità tastiera # Consiglio 7

    L’ultimo punto, ma non meno importante degli altri, anzi… Assicuriamoci che la tastiera e/o le eventuali funzioni siano compatibili con altri sistemi operativi (Mac e Linux). Molti software forniti con la tastiera, in particolare quello per la personalizzazione delle luci, funzionano solo su Windows (certi anche non troppo bene) e se siete utenti Mac o Linux, potreste avere dei problemi. Esistono tuttavia programmi non ufficiali sviluppati da utenti indipendenti, che potrebbero essere utili, ma occorre verificare la compatibilità con il vostro modello.

    Conclusione

    I prezzi delle tastiere variano molto, si trovano un’infinità di modelli, diversi rebrand cinesi e addirittura rebrand di rebrand.

    Indicativamente (e giusto per rendere l’idea), il prezzo minimo di  una tastiera meccanica di prim’ordine non retroilluminata parte dai 120/130€. Chiaramente ci possono essere delle eccezioni e non è detto che il prezzo rispecchi il valore o qualità del prodotto.

    Con un budget limitato d’acquisto, ricordiamoci che più funzioni avrà la tastiera (luci, software, usb passthrough, pulsanti extra, audio in/out schermo lcd, wifi,…), più alti saranno i costi (e quei costi potrebbero andare a discapito di materiali e qualità) e inevitabilmente più problematiche potranno sorgere.

    Sempre meglio puntare su prodotti di buona qualità con poche caratteristiche, che durino nel tempo. Per quanto riguarda la forma, switches, colori, caps, legende, ecc.. sono gusti personali.

    E tu quale tastiera hai scelto?

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